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Sono sobrio

wangen

Sono sobrio.

L’Alsazia è un gran bel posto, guardi lontano e vedi sempre qualcosa che ti rinfranca. Guardi vicino e sembra che qualcuno abbia appena spazzato ai tuoi piedi. Wangen si trova in questo incrocio di lingue tedesche e francesi, a due passi da Strasburgo. Qui ci sono i resti di un castello costruito da Federico II, identico a Castel del Monte, con pianta ottagonale e ci sono miliardi di fiori, fiori appesi, fiori in terra, fiori alle finestre. Un uomo con maglietta rossa si arrampica sui pali dove sono appesi i vasi per controllare con la mano se la terra è abbastanza umida e se lo è, prosegue felice.

Gesina ci aspetta nella sua casa fatta di pensieri e lavanda, legno e uva, storia e arte moderna. Siamo un po’ intimiditi perchè stiamo per entrare (e per suonare) nella casa di un importante discografico francese, parlo di uno dei migliori amici di Serge Gainsburg e collaboratore di Boris Vian, Gerard è un uomo che la canzone d’autore sa cos’è, è il suo pane quotidiano. I nostri timori si dissolvono immediatamente e dopo poco siamo a bere un vino francese speciale come gli occhi di Gesina che cambiano tra il verde, il grigio e l’azzurro. Dipende dal sole, che oggi proprio non ne vuole sapere e infatti piove, fini fino, che non da fastidio per niente.

In questo idillio c’è un solo problema: anomalia al motore, fermarsi e portare la macchina all’officina più vicina! Questo il messaggio che mi compare sul cruscotto, accompagnato ininterrottamente da un suono assordante che ci accompagna da mille chilometri e che ancora non riusciamo a far sparire. Non che io non abbia provato, ma non ho avuto fortuna e adesso vorrei che il mio amico culo di gomma fosse qui e diventasse sordo con me, così per amicizia.

Gesina è una donna sprint e ci mette venti secondi a capire il problema. Dopo un minuto siamo in macchina per andare all’officina autorizzata che si trova in un petit village accanto a Wangen che è un petit village a sua volta. Il pezzo è da ordinare e ci vogliono due giorni e 400 euro. Aspetteremo, del resto “ça c’est la vie” e noi abbiamo da scoprire un sacco di cose in questo posto.

Una casa piena di libri, di dischi, di vita e racconti è una casa che ti invita a restare e davvero è un piacere parlare con Gesina mentre beviamo vino alsaziano. Anche io mi butto a parlare in un francese “osceno”, guidato e accompagnato come a scuola. Il risultato è che dopo due giorni parlo molto meglio e conosco almeno venti nuove parole: tutte di cose da mangiare. Parliamo molto e Gesina mi fa domande che mi fanno scoprire nuovi lati di ciò che io stesso ho scritto.

E piacevole avere di fronte persone che vanno in profondità, che non chiedono tanto per chiedere, che hanno fame di conoscere i pensieri, anche più intimi, la filosofia che guida le azioni. In un momento in cui si parla sempre alla pancia, con la storia che è lì lì dal ripetersi in modo drammatico, io sono un uomo felice quando trovo chi parla la lingua dei pensieri e della bellezza.

Possiamo sperare solo nella bellezza, nell’imitazione della natura, per salvare questo mondo.

Digressione? Non credo.

Sono sobrio.

Vi tengo accanto anche a Wangen

> Souvenir Wangen