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Hai suonato stra-bene

rovato

Hai suonato stra-bene, esordisce Camilla dall’alto dei suoi nove forse dieci anni. Io sono tutto sudato, distrutto dal caldo eccezionale in questa sala della protezione civile che non è proprio il posto più adatto per fare concerti ma quando guardo Camilla negli occhi mentre mi dice queste parole, sento che ogni goccia di sudore che ho versato è stata spesa bene e mi sento subito in grado di correre i cento metri in 9.90 netti. Forse anche qualcosa in meno.

Quello che ho fatto qui a Rovato, è stato suonare per Laica, un’associazione che si occupa di animali abbandonati, per aiutarli nel difficile compito di reperire fondi e permettere all’associazione di lavorare. La giornata è davvero faticosa; se metto insieme tutto il viaggio fatto fino ad ora (circa 5000 km), il lavoro e il caldo eccezionale di questi giorni che qui sfiora i 38 gradi, mi chiedo chi me lo abbia fatto fare. Poi guardo Tania, suo marito, le foto dei cuccioli, i volontari e capisco che il motivo è sempre lo stesso. Io sono dalla loro parte, sono come loro, sono schierato, attivo, forse sono dalla parte più debole, destinata a faticare senza vedere mai il traguardo ma preferirò sempre essere dalla parte di quello con le mani alzate che essere quello con la pistola. Tra i Cow boy e gli indiani, da piccolo, sceglievo gli indiani.

Lentamente abbiamo preparato il palco per lo spettacolo, cercando di sudare meno possibile, ma non c’è verso, è davvero troppo e così facciamo finta di niente e ci godiamo il pomeriggio mentre arrivano le vivande preparate da Tania e dai volontari; tutto superlativo, con una crema di ceci e capperi che davvero supera ogni possibilità di classificazione. Suonare si suona e sembro Bruce Springsteen durante il tour di Born in the USA, non certo per i muscoli sotto la camicia con le maniche arrotolate, quanto per i secchi di sudore che scarico a terra e sulla chitarra. Il bis è “nel blu dipinto di blu” che ormai mi piace fare come parte del concerto e quando si alzano tutti in piedi per applaudire con una standing ovation (come avrebbe detto Pippo Baudo) a fine concerto, ammetto di avere qualche brivido di freddo che in una giornata così calda solo l’emozione poteva provocare. Parlare, firmare, chiacchierare di musica e scelte di vita, poi smontare lentamente tutto e caricare di nuovo la macchina per a arrivare a Brescia dove siamo ospiti di Leo, nella casa di Bat-man, con l’ascensore che arriva direttamente in salotto. Roger e Osvaldo, i due gatti di casa ci accolgono a modo loro e c’è tempo solo per due chiacchiere che si va a dormire. Domani la partenza è per andare a casa, 600 Km senza fermare perchè abbiamo voglia di riabbracciare gli amici, di raccontare il viaggio e anche di riposarci un po’. Ci attende l’ultima data di questo giro, quella a Villa d’Este, a Tivoli e non posso nascondere d’essere emozionato al solo pensiero. Si va, col sorriso di chi torna alla base con lo zaino pieno di regali e una vita molto più ricca di prima.

Arriviamo.

Vi tengo accanto

Paolo