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Dimenticanze da viaggio: le pied micro!

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Ho come la sensazione di aver dimenticato qualcosa, non so cosa ma continuo a pensarci mentre guardo questo panorama splendido.

All’improvviso mi è chiaro: l’asta del microfono, l’asta del microfono!

Abbiamo fatto già 300 Km, quindi non è che sono stato proprio il campione mondiale di memoria, però mi sento soddisfatto per aver capito cosa c’era che non andava. All’autogrill sto per comprare un meraviglioso moltiplicatore di prese per accendisigari, con tanto di Led e triplice spinotto; un sogno, ma vengo fermato appena in tempo da Mina, che evita che io spenda tutti i soldi in oggetti perfettamente inutili. Ora la priorità è trovare un’asta per microfono; sono le 17,30 di sabato pomeriggio e non sappiamo come si dica asta per microfono in francese, internet però, dice che a Poligny, piccolissimo paese vicino a Lison, c’è un negozio di musica.

Chiuso. C’è la festa del paese, un caos ma riusciamo a parcheggiare e Mina prova con l’ufficio turismo dove il tipo ha un lampo di genio e chiama il fonico del service che sta facendo il concerto in chiesa. E’ disponibile e ci vende l’asta a un prezzo che vorrei spaccargli l’asta su un ginocchio, ma sorrido.

L’appuntamento è per le 20 in chiesa.

Nel frattempo Sandrine ci sta aspettando già da un’ora ma l’inconveniente va risolto adesso e considerando che domani è domenica e che a Nanes sous Sainte Anne ci sono in tutto 150 abitanti, non credo che abbiamo scelta. Il concerto in chiesa è infinito, si susseguono gruppi da 50 persone, non proprio intonate, a fare quello che da due ore sembra assolutamente sempre lo stesso brano, accolto sempre da un’ovazione del pubblico che riempie indefesso la chiesa. Mina rimedia una specie di piadina con dentro cose di natura vegetale e mangiamo su una panchina bevendo una birra che ci ha spillato il parroco della chiesa che in occasione della festa e del concerto è in libera uscita (non scherzo). Alla fine, alle 20,32, Bruno mi consegna l’oggetto dei mie desideri e si intasca la cifra pattuita, anzi ricattata. Noi si fa ritorno alla macchina che avevamo lasciato carica di strumenti, rischiando di aver trovato un’asta ma perso tutto il resto per un furto, non così raro da queste parti con le macchine straniere.

Sandrine ci accoglie con un gran sorriso e una splendida voce che mi rassicura. Il suo italiano è fluente e morbido; ci fa vedere la sua casa, un ex monastero che ospitava suore con problemi che accoglievano altre suore con problemi, insomma un delirio. Suonerò all’esterno, sotto il portico e mi pare una bella sistemazione. Parliamo a lungo, fino a notte fonda, mentre mangiamo il cibo vegano che Sandrine ha preparato per noi e beviamo sidro. Annette, tutta vestita a fiori, torna tardi tardi mentre noi siamo ancora intenti a parlare di mille cose.

E’ già casa, già nuova vita, con semplicità. Sandrine è una donna speciale, innamorata della vita e dell’italia, ha fatto l’insegnante e ora si occupa di letteratura per ragazzi. Di sicuro le faremo l’intervista ma domani, adesso si va a nanna che domani si suona e il viaggio non è stato facile.

A proposito, le spie continuano ad accendersi e la macchina è un trionfo di campanelli. Ford diceva che in una macchina (e nella vita) tutto quello che non c’è, non si può rompere. Aveva ragione.

PS

Pied micrò.

€ 50.

A bientôt

Paolo